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Una nuova tecnica per la mastoplastica additiva

imageQuesta tecnica, giá pubblicata nel 2006( G.Esposito), é stata recentemente ripresa con alcune piccole modifiche.L’Aumento del seno viene solitamente effettuato posizionando le protesi in un piano retroghiandolare, cioè dietro il parenchima del seno; quando invece il parenchima mammario è insufficiente a coprire l’impianto, come spesso accade per esempio nelle sportive attive, é indispensabile porle in un piano retro muscolare, cioé dietro il muscolo pettorale . La tecnica dual plane invertita consiste, come nel metodo classico dual plane, nel posizionare la protesi parzialmente sotto il muscolo pettorale e parzialmente sotto la ghiandola mammaria. imageLa differenza, rispetto al metodo classico, consiste nel ricoprire l’impianto con il terzo inferiore del muscolo pettorale, lasciando così l’impianto coperto dalla sola ghiandola mammaria sui due terzi superiori, creando così una sorta di sollevamento del seno ed ottenendo un effetto di mastopessi.(G.Di Benedetto)

Protesi Mammarie: Nessun rischio di cancro per le nostre pazienti.

Il Prof. Esposito e tutto lo staff  nell’ augurare loro una Buona Pasqua hanno il piacere di informare tutte le pazienti che si sono rivolte alla Renaissance che:

Le protesi mammarie incriminate fabbricate con silicone francese di cui parla la stampa in questi giorni non sono mai state utilizzate dal Prof. Esposito che ha sempre impiantato esclusivamente  prodotti Mc Ghan.

Approfondimenti

 

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Una soluzione radicale

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Lipofilling seno

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NUOVE TECNICHE DI CHIRURGIA PLASTICA AL SENO

Chirurgia plastica, tutte le novità per l’aumento del seno: il trapianto di grasso la più promettente

19.08.2012. Cicatrici invisibili, risultato naturale e nessuna complicazione: è quello che cercano le donne insoddisfatte del proprio décolleté che si rivolgono a un chirurgo plastico. Oggi le nuove tecniche promettono di soddisfare tutti questi desideri, ma ci vuole cautela. «Tutte le novità hanno bisogno di essere supportate da studi clinici e scientifici seri che ne confermino la validità e la sicurezza. premette Giovanni Botti, presidente di Aicpe, Associazione italiana chirurgia plastica estetica.

Prudenza è insomma la parola d’ordine, anche se durante il Congresso internazionale sulla Chirurgia estetica della mammella di Salò, organizzato da Villa Bella Clinic con il patrocinio di Aicpe, sono emerse novità importanti per il futuro dell’intervento di chirurgia plastica più eseguito in Italia, la mastoplastica additiva. Dopo lo scandalo delle protesi Pip, riempite con silicone non medicale, e lo stop all’indicazione per l’aumento del seno del gel Macrolane, in quanto rendeva le indagini radiologiche meno precise, le tecniche di mastoplastica additiva sono state esaminate sotto la lente d’ingrandimento dai 150 medici presenti, tra i migliori in Italia e nel mondo: .Attualmente la scelta, dopo una indispensabile valutazione radiologica preoperatoria, è fra le protesi, owiamente di qualità adeguata e, quando è possibile, il trapianto di grasso prelevato da altre regioni del corpo – afferma Botti -. Quest’ultimo è un intervento in grado di offrire risultati entusiasmanti, specie se preceduto da un’espansione delle mammelle con uno speciale reggiseno a pressione negativa, chiamato Brava, che permette di aumentare insieme al volume e quindi allo spazio disponibile, anche la vascolarizzazione delle mammelle e quindi l’attecchimento del grasso. Purtroppo però in molte donne che desiderano un seno più voluminoso non è presente grasso in quantità sufficiente ad offrire un aumento adeguato •. Il trapianto di grasso si è rivelata una tecnica efficace non solo per interventi a scopo estetico, ma anche ricostruttivo, anche se i risultati dipendono dalla tecnica e dall’esperienza del chirurgo: .I chirurghi di fama mondiale intervenuti al corso hanno dimostrato che, se disponibile, il grasso può servire anche per ricostruire interamente una mammella amputata a causa di un cancro o per correggere difetti particolari, quali irregolarità di forma e pieghe cutanee dovute, ad esempio, alla presenza di una protesi troppo superficiale. dice il presidente di Aicpe. Restano però da sciogliere ancora alcuni dubbi: .II ruolo delle cellule staminali ricavate dal grasso non è ancora completamente chiarito, sia per quanto riguarda l’eventuale interferenza con la crescita tumorale, che per quanto concerne il migliore attecchimento del trapianto, sebbene finora i riscontri sembrino positiviprecisa Botti -. Tutti i convenuti sono stati concordi nell’affermare che nella maggior parte dei casi un solo trapianto di grasso non è sufficiente per ottenere il risultato desiderato, ma ne occorrono diversi, in alcuni casi anche 4 o 5». E per il futuro non mancano le novità. La più curiosa riguarda nuove protesi, non ancora disponibili nella pratica clinica, da riempire in gel di silicone una volta collocate net seno, come già si fa da molti anni con le protesi da gonfiare con acqua . .II gel di silicone ha una consistenza più naturale e la possibilità di inserire la protesi sgonfia dovrebbe permettere di fare incisioni molto più piccole e poi di dare alle mammelle una forma più naturale. Ma per ora si tratta solo di sperimentazion;’ puntualizza Botti. La sicurezza sembra essere dunque il punto principale: «Rivolgersi a un chirurgo plastico “vero”, con una specializzazione adeguata ed esperienza nel settore non è solo consigliato, ma addirittura stabilito dalla legge 5 giugno 201 2 n.86 che è appena entrata in vigore».

AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Pur essendo una novità per il nostro Paese, non lo è affatto in molte altre nazioni europee e non, dove esistono da tempo associazioni che raccolgono tutti coloro che si interessano di chirurgia estetica. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre un centinaio di chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Caratteristiche dell’associazione sono avere come associati solo professionisti, specialisti in chirurgia plastica, che hanno come attività principale la chirurgia a fine estetico e la rigida adesione a un codice etico e di comportamento da seguire non solo quando si indossa il camice, ma in tutti i momenti della vita. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.
Da: http://www.aicpe.org/sites/default/files/rassegna_stampa/aicpe_infosalute1908.pdf

 

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Che aspetto avrebbe avuto oggi Berlusconi senza la Chirurgia Plastica? Se ne é realmente avvantaggiato?

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Lifting

Le protesi anatomiche sottomuscolari o solo sottoghiandolari ?

DomandaSto pensando di sottopormi alla mastoplastica additiva ed essendo molto magra mi è stato consigliato un impianto di protesi anatomiche sottomuscolare. Volevo sapere se si possono mettere le protesi anatomiche sottomuscolare o solo sottoghiandolare .

Risposta
Di regola le protesi anatomiche andrebbero messe solo sottoghiandolari , perchè la contrazione muscolare ne può modificare la forma e provocarne le rotazione, ma moltissimi chirurghi ,utilizzano varie teniche di disinserzione muscolare e non tengono conto di questa regola. Con le tecniche “dual plane” , sia quella più diffusa, sia quella che utilizzo io “inversa“, questi problemi son neutralizzati e viene sfruttato a pieno il vantaggio di una forma più armonica e naturale senza rischio di malposizionamenti e rotazioni.

I

Rinoplastica senza chirurgia

 rinoplastica-con-filler.JPGDomanda

Buongiorno.
Il mio naso ha una gobba ossea abbastanza pronunciata.
Ho sentito parlare di una nuova tecnica non chirurgica con la quale è possibile rimodellare parzialmente il naso attravenso l’iniezione di una sostanza riempitiva. Vorrei sapere di più a riguardo e capire se ci sono controindicazioni di qualche genere.
Grazie

Risposta

 Gentile  Sig.

L’unica controindicazione  all’intervento di cui lei parla  è l’intelligenza. Bisogna averne veramente poca per credere che l’aggiunta di un riempitivo possa risolvere un problema che richiede invece una asportazione!!!  Lo so , assistiamo al colpevole silenzio di tutti gli organi preposti al controllo e delle società scientifiche , ne approfitto per lanciare un appello all’unica persona che potrebbe aiutarci : Piero Angela !
A lui andò il merito di smascherare il precursore dei chirurghi che fanno la rinoplastica senza chirurgia : Il Dott. Filippino
Legga questo articolo e comprenderà chi era!!!
http://medbunker.blogspot.com/2010/03/il-guaritore-filippino.html
Mi scusi per il tono aggressivo ma la disinformazione imperante necessità di toni incisivi e non si offenda per l’accenno all’intelligenza , ne ha sicuramente tanta per non cadere in queste trappole tese dai mass media.
Cordiali Saluti e… se non ha voglia di operarsi conviva con la sua gobba e stia lontano dagli imbroglioni!!! !!!!
Gaetano Esposito

Retrazione capsulare ed ultrasuoni

 Domanda

Ho le protesi al seno da 12 anni e mi sto accorgendo che una (la destra) si sta indurendo. Ho sentito parlare di ultrasuoni come soluzione senza controindicazioni. E’ una verita? grazie 

Risposta

Non avevo notizie di questo tipo di trattamento. Dopo una ricerca ho trovato un articolo scientifico che tratta l’argomento riferendo risultati positivi:

Personalmente ho invece risultati positivi dopo somministrazione di Accolate, tanto che negli ultimi anni , i reinterventi con l’esclusiva indicazione di contrazione capsulare, disgiunta da altre esigenze di tipo estetico, sono diventati rarissimi. Trova di seguito un riferimento bilbliografico a questa terapia:

The effect of zafirlukast (Accolate) on early capsular contracture in the primary augmentation patient: A pilot study

Ad ogni buon conto , vista la “anzianità” delle sue protesi, considerato sia il fatto che comunque la loro struttura negli anni viene indebolita, sia il fatto che il problema si è presentato solo dopo molti anni di benessere, ed infine il fatto che è contratto un solo lato,bisogna escludere, mediante una mammografia, o meglio ancora attraverso una RNM la eventualità di una rottura . Tenga presente in questo caso che :

  • la sola rimozione delle protesi , senza sostituzione, è a carico del SSN
  • le pricipali ditte produttrici riconoscono ormai routinarimante  la sostituzione in caso di rottura indipendente dal tempo trascorso dall’inserimento.

Cordiali saluti
Dott. Gaetano Esposito

La rinoplastica con i filler

Domanda

Buongiorno dott. Esposito,

Le premetto che ho 27 anni e quasi sei mesi fa mi sono sottoposta ad un intervento di rinosettoplastica presso l’ospedale xxxxxxxxxxxxx. Prima avevo sia il setto che la piramide deviata ed una grande gobba sul dorso. Bene l’intervento , ora riesco a respirare e il gibbo non c’è più…solo che mano mano che il gonfiore è sparito ho notato che ora la punta del naso tende verso il basso (visto di profilo il naso è come se presentasse una leggera gobba, ma credo, sia data dal fatto che tra la punta e il resto ci sia come una fossetta, non so se sono riuscita a spiegarmi bene…)…il mio naso resta comunque lungo e la leggera gobba con la punta che scende creano quell’effetto di disarmonia che c’era prima dell’intervento. 

So che dovrebbe valutare la mia situazione direttamente, ma volevo sapere se esiste la possibilità di effettuare infiltrazioni o filler, per migliorare la situazione senza dovermi sottoporre nuovamente ad un intervento chirurgico.

Confidando nel suo aiuto, la saluto cordialmente.

Risposta


Personalmente sono assolutamente in disaccordo con tutti coloro che affermano di correggere inestetismi del naso con filler. A parte alcuni sporadici casi nei quali l’inestetismo è limitato ad una piccola imperfezione conseguente ad un intervento di rinoplastica comunque correttamente eseguito, non credo che vi siano indicazioni valide a questa metodica. Nel suo caso il problema credo sia presumibilmente abbastanza semplice. Dalla sua descrizione, considerato anche che ha fatto il primo intervento a carico del SSN, intuisco che non è stata effettuata una plastica della punta, ma l’intervento si è limitato alla settoplastica ed alla correzione della parte ossea. L’intervento da effettuare quindi per correggere ciò che lamenta potrebbe quindi essere limitato alla sola plastica della punta, intervento che limitato alle strutture cartilaginee è , se pur delicato, meno traumatico e lungo del primo. E’ difficile dirle di più senza aver visto le lesioni che lamenta. Dovrebbe prenotare una visita o almeno inviarmi delle foto.
Cordiali Saluti
Gaetano Esposito

La Renaissance